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Reggiseno Digitale per la sicurezza e la salute

Automobili con sensori di parcheggio e che parcheggiano da sole, robot che cucinano e spazzano, telefoni con le più avanzate tecnologie, bracciali che misurano dati biometrici e così via, si potrebbero consumare fiumi di inchiostro sull’argomento o meglio di battute.

Tutto diventa SMART, anche le cose più insolite, come gli abiti che indossiamo quotidianamente, perfino il più classico dei classici indumenti femminili, il reggiseno.

Già, perché sono numerose le applicazioni digitali che riguardano il reggiseno, applicazioni che spaziano dalla semplice rilevazione dei dati biometrici fino a temi più delicati che riguardano l’universo Donna, come la sicurezza e la salute. Infatti alcuni ricercatori hanno realizzato delle applicazioni per fronteggiare questi due fenomeni: il reggiseno contro gli abusi e le violenze e il reggiseno per diagnosticare il cancro al seno.

INTREPID per la sicurezza

Il reggiseno contro gli abusi e le violenze nasce dall’idea di Manisha Mohan, ricercatrice del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. L’idea, denominata Intrepid, si presenta come una sottile pellicola adesiva posizionata all’interno del reggiseno. In effetti questa pellicola è un sensore capace di rilevare bruschi o anomali movimenti dell’indumento.

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Intrepid quando rileva bruschi o anomali movimenti del reggiseno, dovuti per esempio ad uno strappo improvviso o stropicciamento, invia immediatamente una segnalazione allo smartphone della “vittima” sul quale è installata un’apposita applicazione. Dato che la segnalazione potrebbe non riferirsi necessariamente ad un abuso o violenza, sullo Smartphone apparirà una notifica di conferma alla quale l’ipotetica vittima dovrà rispondere entro pochi secondi. Trascorso tale tempo senza ottenere risposta lo smartphone invierà immediatamente in automatico messaggi di avviso di pericolo ad un massimo di cinque numeri preimpostati nell’applicazione.

Intrepid inoltre avvierà immediatamente la geolocalizzazione dello smartphone della vittima inviandone le coordinate agli smartphone collegati, inoltre attiverà la registrazione audio/video dell’ambiente circostante ai fini di una futura ed eventuale identificazione dell’aggressore.

Intrepid è un’interessante novità, ma certamente non rappresenta la soluzione al problema degli abusi e della violenza sulle Donne, che si affronta principalmente educando gli individui sin dalla nascita al rispetto degli altri, però è un valido strumento per attivare i soccorsi in casi di emergenza e per aiutare le forze dell’ordine nelle indagini.

Di seguito il video di Intrepid

 

 

EVA per la salute

Il reggiseno per diagnosticare il cancro al seno nasce dall’idea di Julian Rios Cantu, all’epoca giovane studente messicano, divenuto successivamente fondatore della Higia Technologies.

L’idea nasce dalla dolorosa esperienza personale del giovane studente che ha riguardato la propria madre, la quale, a seguito di un cancro al seno non diagnosticato per tempo, si è dovuta sottoporre ad una doppia mastectomia, evitabile forse se ci fosse stata una corretta prevenzione.

A seguito di tale esperienza, Julian Rios Cantu si è dedicato allo studio e alla ricerca di un qualche cosa che riuscisse a monitorare costantemente il seno al fine di individuare in anticipo l’insorgere di un tumore alla mammella.


REG DIG 007Con Eva, il nome di questo particolare reggiseno, si materializza l’idea del diciottenne Julian Rios Cantu. Esso è dotato di circa 200 sensori che effettuano una mappatura del seno rilevandone numerosi dati biometrici come la dimensione, il peso e le variazioni di temperatura. Questi dati vengono inviati ad uno Smartphone che tramite un’apposita applicazione li monitora costantemente, avvisando qualora si riscontrassero delle anomalie. 

 

 


REG DIG 010Eva ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali, ma assolutamente non sostituisce le indagini mediche e le visite di controllo periodiche. Eva è solo un ausilio per individuare eventuali sintomi premonitori, ma la mammografia resta ed è il metodo più efficiente per diagnosticare per tempo il cancro al seno.

 


A tal proposito ricordo che secondo le linee guida italiane, andrebbe fatta almeno una mammografia l’anno tra i 45 e i 50 anni, e una ogni due anni tra i 50 e i 74 anni, perché la mammografia permette di individuare masse che possono sfuggire allo sguardo, all’autopalpazione e... ad Eva.

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